Questo libro è rivolto ai periti che operano in campo
peritale-giudiziario e agli allievi dei corsi di specializzazione in perizie
grafiche. Lo scopo è quello di fornire alcuni strumenti statistici di
elaborazione dei dati nel caso in cui il perito decida di utilizzare le
grafometrie in una perizia.. Non è mia intenzione teorizzare che le grafometrie
sono più importanti di altri indicatori grafologici nell’analisi peritale:
esse rappresentano uno degli
indicatori da utilizzare (in combinazione con altri segni grafologici) in
grafologia giudiziaria.
Ho scelto di limitare il più possibile una trattazione formale degli
argomenti allo scopo di permettere un utilizzo immediato dei tests statistici;
inoltre, non ho usato la simbologia convenzionale utilizzata in statistica,
questo allo scopo di facilitare la memorizzazione e la distinzione dei vari
concetti.
I primi sette capitoli affrontano il problema della variabilità delle misure:
la statistica utilizzata per affrontare la variabilità delle misure è la
“media”; l’ottavo capitolo affronta il problema della variabilità delle forme delle lettere: questo problema viene
affrontato usando la teoria frequentista.
I
primi sei capitoli sono propedeutici al settimo: chi ha già dimestichezza con
la statistica può passare direttamente al settimo capitolo, in cui è trattato
un caso peritale concreto. Nel loro insieme forniscono le basi minime per potere
affrontare e approfondire altri argomenti di statistica.
La statistica da me utilizzata per confrontare i dati è la “media”.
Una obiezione all’utilizzo della media potrebbe essere la seguente:
confrontare valori medi (quando questi si avvicinano ai valori di moda)
ha scarso valore probatorio di identità. La risposta l’ho data alla fine del
settimo capitolo: si tratta di calcolare di volta in volta quanto un valore medio è vicino o lontano dai valori di moda.
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