La scrittura è un tipo di espressione che coinvolge l'intera personalità
fisica e psichica.
E' un sistema di comunicazione e come tale deve rispettare delle forme
convenzionali.
Tuttavia queste forme non vengono riprodotte semplicemente come un modello
scolastico, ma vengono adattate da ciascuno fino a produrre un tracciato
personale nel quale sono visibili le esperienze, i gusti ed i modelli di
identificazione, così com'è rilevabile lo stato di salute fisica e mentale dello
scrittore.
Alla fine del XIX secolo e nei primi decenni del XX, Crepiè - Jamin (Francia),
Klages (Germania), Pulver (Svizzera) e Moretti (Italia),hanno osservato
numerosissime scritture trovando nella loro variabilità delle costanti, ossia
dei tratti grafici ricorrenti, ed hanno attribuito loro un significato basandosi
sul riscontro empirico tra segno e particolarità del carattere.
Nella sua opera "Simbologia della scrittura" (1931),lo psicoanalista Max Pulver
ha proposto uno schema topologico delle proiezioni inconsce della scrittura
Quasi contemporaneamente M. Marchesan ha trasformato il sapere intuitivo, che
fino ad allora aveva caratterizzato gli studi di grafologia, in conoscenza
razionale, ricorrendo a metodi sperimentali di misura (grafometrie).
Sono stati così individuati 226 segni grafici i quali, a loro volta, sono stati
suddivisi in 12 parti che corrispondono agli aspetti generali della scrittura. |