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18° Convegno Nazionale - La madre cattiva: l'altra faccia della maternità. Contenuti grafologici e psicologici


Sabato 17 Maggio 2008

Ore 08.00 - Registrazione partecipanti

Ore 09.00 - Saluto ai partecipanti della presidente Laura Maninchedda

Prima sessione - Chairperson: Laura Maninchedda

> Ore 09.15 - Laura Maninchedda
Il sorriso negato
La scarsa considerazione della donna ha impedito per secoli di prendere coscienza dell'importanza della funzione materna nella crescita e nella formazione dei figli, di coglierne la complessità e l'ambivalenza, di studiarne possibili disfunzioni e carenze.
E' solo con il rinato interesse per gli elementi oscuri e inconsci della psiche, cui è simbolicamente associato il femminile, e con la rivalutazione degli aspetti emozionali e affettivi nei confronti della razionalità che, prima con il Romanticismo e poi con la psicoanalisi, la figura della donna, e soprattutto della donna come madre, ha acquisito il posto che le spetta nell'immaginario collettivo, è stata ed è oggetto di studi sempre più acuti e penetranti in psicologia, psichiatria, sociologia, etnologia.
Il superamento di un secolare pregiudizio ha profondamente mutato la mentalità e ha avuto i suoi effetti, grazie soprattutto all'attività dei movimenti femministi, anche nell'ordinamento giuridico dei paesi più evoluti.

> Ore 09.40 - Elisabetta Settembrini
"Io porto la burrasca e la bonaccia sul mare". Io sono la Dea Madre.

> Ore 10.05 - Sante Bidoli
Effetti sul figlio di una madre percepita come "cattiva"
Una madre percepita come "cattiva" ha effetti estremamente negativi sui figli e sul loro comportamento nei confronti della famiglia e della società. Analisi di una scrittura.

> Ore 10.30 - Francesca Bertoli
Breve itinerario da Medea alla madre "sufficientemente buona" con uno sguardo grafologico-clinico di una gravidanza
Breve percorso introduttivo alla simbologia del "Femminile" e della "Grande Madre" nella sua ambivalenza con il contributo della psicologia analitica.
Riflessione sulla "Medea tra noi" con il contributo della psichiatria e della criminologia. Approfondimento del concetto di "madre sufficientemente buona" con il contributo della psicologia clinica e della psicoanalisi.
Conclusione con uno sguardo grafologico a una gravidanza e la trasformazione della scrittura nei nove mesi.

Ore 10.55 - Discussione

Ore 11.20 - Coffee break

Seconda sessione - Chairperson: Giovanna Cavoto

> Ore 11.50 - Roberto Travaglini
L'ombra del femminile nelle dinamiche educative
L'immagine della madre, impronta educativa (e psicologica) per eccellenza nella formazione della personalità, assume spesso le sembianze di un’ombra nel corso della vita, perché non integrata, condizionando, in modo anche negativo, molte fondamentali relazioni oggettuali, soprattutto quelle inerenti ai luoghi e tempi della dimensione simbolica del Femminile.
Certi aspetti di questa dimensione possono rimanere "in ombra" e non per questo non continuare ad agire in modo disturbante nei processi di costruzione/evoluzione dell’identità personale.
I modi di una certa relazione educativa, in età evolutiva, influiscono sulla formazione di questo processo, come d’altra parte chi ne è agito, a sua volta, innesca meccanismi relazionali imperniati intorno a un’Ombra – junghianamente intesa – poco propositiva in termini creativi.
Le manifestazioni grafiche di un femminile non integrato ne sono una esplicita e sicura testimonianza, su cui gli esperti del gesto grafico possono intervenire con finalità diagnostiche, formative e talvolta anche terapeutiche.

> Ore 12.15 - Luigi Ceccarello
Madri lontane
Una madre africana lascia una bimba molto piccola ad una sorella che abita in un’altra città perchè la allevi.
La bambina per molti anni non parla. La scrittura attuale rivela alcuni effetti dell’educazione ricevuta a quel tempo: ipersensibilità con intensità paranoide; ansia persistente, inquieta, preoccupata; contrasti interiori; blocchi nella comunicazione verbale in situazioni difficili; scontrosità e diffidenza esasperate verso l’ambiente; orgoglio esasperato; incontententabilità; gelosia aspra; sete di vendetta; sentimenti di odio.
Solo molti anni più tardi, divenuta a sua volta madre di sei figli, capirà e perdonerà la propria madre per l’abbandono subito.

Ore 12.40 - Discussione

Ore 13.00 - Pranzo

Terza sessione - Chairperson: Isolina Bidoli

> Ore 15.00 - Marisa Aloia
Madre buona e madre cattiva, è lei la strega?
La madre da sempre è il primo tramite tra il bambino ed il mondo.
Ma quanti volti può avere una madre? Esistono anche in letteratura madri buone e madri cattive, madri che abbandonano e madri che accolgono.....Ed adesso madri che uccidono o peggio ancora madri che violentano...."e se l'orco fosse lei?".

> Ore 15.25 - Alberto Bravo
Effetti dell'attesa sbagliata
La relazione si propone di evidenziare come la grafologia possa interpretare l’effetto sui figli della gravidanze non desiderate o delle gravidanze nelle quali la mamma desidera un figlio di sesso diverso da quello che porta in grembo. Verso la grafologia prenatale.

>Ore 15.50 - Maria Enrica Giardini
Scoprire l'amore materno oltre le barriere. Aspetti grafologici.
Andare a fondo nelle nostre origini e nel rapporto con la propria madre può risultare una grande occasione che si presenta all'uomo nel tentativo di scoprire le sue vere esigenze, di prendere in mano se stesso, la propria autonomia.
Ognuno di noi si trova gettato in un tempo, in un luogo e in una famiglia che non ha scelto, ma che si trova addosso per destino.
Ogni uomo fronteggia la realtà circostante dotato per natura di elementi che si trova addosso come offerti. Ogni madre, nell'amore che ha per il proprio figlio, si manifesterà educando secondo il condizionamento che ha ricevuto per il luogo, il tempo e la famiglia che la natura le ha offerto.
In questo condizionamento si sviluppa il dinamismo del rapporto madre-figlio. Fino a che la madre non si accorge che è bello accogliere il figlio che le è stato dato nella sua originalità, rischia di non poterlo aiutare a scoprirsi nella sua individualità, di non poterlo aiutare a comprendere di quante sfaccettature sia fatto l'essere umano.

> Ore 16.15 - Angelo Vigliotti
La grande madre e il suo mondo infantile: clinica grafologica di alcuni casi
Dopo una piccola introduzione sull'evoluzione sociologica del concetto di madre nella storia occidentale e nella cultura italiana, si affronta il problema della famiglia attuale anche nella sua patologia e nel suo malessere generazionale.
Una brave casistica grafologica mette in evidenza la relazione genitori figli, in particolare della figura materna, nello sviluppo della personalità del bambino e del suo equilibrio interiore e nel rapporto di coppia.

> Ore 16.40 - Graziella Pagani
La madre "potente". Esperienze maschili attraverso al scrittura
Nel mondo odierno sempre più uomini avvertono il peso di una madre ingombrante e faticosa, forse anche per l’assenza di riferimenti maschili importanti che svolgano un’azione compensativa e modulatrice rispetto all’influenza materna che sembra nella cultura occidentale sempre più preponderante.
A maggior ragione però, il problema si complica quando la madre esercita un’influenza ancora più diretta, invasiva e prepotente nei confronti del figlio maschio e quando tale figlio non riesca, per motivi vari e complessi, a ribellarsi e contrastare questo potere materno avvertito come coercitivo, ricattatorio e bloccante.
In questa relazione vorrei mostrare alcune esperienze di uomini, attraverso le loro scritture prodotte nel tempo, che hanno avuto tali problematiche con la madre, vissuta e avvertita, dunque, come troppo "potente" e invasiva, con conseguenze profonde e dolorose per la loro evoluzione personale.

Ore 17.05 - Discussione

Ore 17.40 - Coffe break

Quarta sessione - Chairperson: Sante Bidoli

> Ore 18.00 - Rosalba Trevisani
Quando nacqui mia madre ne piangeva, la notte sola nel deserto letto. La madre di Umberto Saba
Il 9 marzo 1883 nasce a Trieste Umberto Saba da Felicita Rachele Coen e da Ugo Edoardo Poli.
"Il giorno della mia nascita - scrive Saba in una sua lettera del 1955 - egli (il padre) era in prigione per lesa maestà (F. Giuseppe) : credo piuttosto per scappare da mia madre… Quando si accingevano a coprirmi, mia madre si oppose, dicendo che se vivevo, vivevo, e se morivo morivo.."
A questa disunione, a questa rottura, a questo contrasto di "razze", Saba attribuirà le origini della propria "diversità", come ripetutamente testimonia il suo epistolario.
La scrittura della madre, reperita presso il Fondo Manoscritti "Maria Corti" dell’Università di Pavia, può, se pur in parte, giustificare le dolorose difficoltà di rapporto del poeta con colei che il figlio definisce malinconica abitatrice di una casa deserta.

> Ore 18.25 - Alessandra Tamiati
Assente o troppo presente. Quando è troppo difficile la gestione del ruolo materno
Mamme assenti: tanti sono gli esempi che ci vengono alla mente, magari raccolti tra le notizie di cronaca o nelle storie con cui entriamo in contatto. Assenza fisica ma tante volte assenza emotiva.
Mamme troppo presenti, che rallentano il raggiungimento di un sana autonomia responsabile ai loro figli. Ma come dovrebbe essere una "madre equilibrata"? Alcune riflessioni su una responsabilità tanto importante quanto delicata.

> Ore 18.50 - Eva Bogani
Le madri non sbagliano mai
La figura materna riveste da sempre un ruolo centrale per un corretto sviluppo del proprio bambino ma non sempre, purtroppo, la verità è questa!
Nelle cronaca di tutto il mondo assistiamo, sempre più spesso, a episodi che vanno dal maltrattamento al figlicidio, da parte di madri che non riuscendo ad entrare a pieno nel loro ruolo, mettono in atto una sorta di perversione dell’istinto materno.
Che cosa può spingere una madre a un simile gesto? Cosa si cela dietro tanta disperazione? Come può reagire il nucleo familiare di fronte a un atto così innaturale?

> Ore 19.15 - Giovanna Cavoto
Breakpoint: quando il legame si spezza
Quando viviamo situazioni limite l’equilibrio può venire meno e con esso la capacità di gestire le nostre azioni prevedendone le conseguenze.
Vissuti traumatici passati possono allora irrompere nel campo della nostra coscienza e determinare aberranti soluzioni di autodifesa che possono spezzare anche quei legami ritenuti indissolubili. Considerazioni grafologiche.

Ore 19.40 - Discussione

Ore 20.00 - Cena

Una sera Insieme

Ore 21.00 - Gianni Bassi e Rosanna Zamburlin conducono il Seminario esperienziale sul tema "Stili di attaccamento. Il rapporto con il genitore omologo".

Ore 21.15 - Poiezione di un film sulla tematica del convegno

Domenica 18 Maggio 2008

Quinta sessione - Chairperson: Marisa Aloia

> Ore 08.45 - Paolo Bruni
Il rapporto madre – figli secondo la Grafologia Strutturale
La Grafologia Strutturale, analizzando in modo originale la simbologia della scrittura, ha dato un insostituibile contributo all’esplorazione delle dinamiche intrafamiliari e in particolare del ruolo della madre nello sviluppo emozionale, affettivo e morale dei figli.
Questa relazione, attraverso l’interpretazione di alcune grafie, mette in luce la complessità e l’importanza di questo rapporto.

> Ore 09.10 - Grazia Reali
La figura materna nelle sindromi anoressiche bulimiche: presentazione di alcuni casi
Il primo oggetto d’amore è la madre – ha asserito Freud – un rapporto totalmente basilare che gli autori concordano all’unanimità nel ritenere che esso costituisca il prototipo di ogni investimento affettivo futuro.
Purtroppo, non tutte le madri favoriscono l’individualità del proprio figlio e le madri delle anoressiche bulimiche sono spesso madri che chiedono alle figlie di aderire a un modello ideale di persona bella, brava, buona, facendole in tal modo diventare ragazze smarrite, fragili, confuse e con una paura tremenda di essere abbandonate.

> Ore 19.35 - Rita Negro
Amore materno: è istinto naturale e innato ?
L’amore materno viene quasi sempre dato per certo, innato. L’amore materno non è, e non è mai stato, naturale e istintivo.
Diventare madre è certamente uno dei viaggi più sconvolgenti che una donna possa intraprendere. Un viaggio durante il quale le frontiere corporali sono trascese, un ventre si arrotonda, un altro cuore batte dentro di sé.
Ma la maternità è anche un viaggio interiore intenso, è un incontro con se stessi e con il senso stesso della vita. La maternità evidenzia le valenze della propria storia familiare, della propria infanzia, delle proprie relazioni con i genitori, in breve degli eventuali problemi non risolti.
Una madre che affronta con serenità interiore la relazione con i suoi propri figli è una donna che ha trovato un equilibrio superando le difficoltà del passato, accettando le sue contraddizioni, sapendo riconoscere e riparare i suoi errori.
Per arrivare a ciò viene richiesto un lavoro su se stessi in cui i figli sono guide, maestri inconsapevoli: insegnano l’amore puro che non coesiste con l’indifferenza ma con il non-attaccamento.
L’eredità migliore che una madre può lasciare ai propri figli consiste nel dimostrare che essere madre significa partorire e partorirsi ogni giorno compiendo un’evoluzione interiore e trasmettendo, al di là dello spazio e del tempo, un’energia-linfa a cui essi possano sempre attingere. Considerazioni grafologiche.

> Ore 10.00 - Luisa Marnati
La Mamma e la Madre: un approccio bioetico
Dal mito al pensiero psicoanalitico una riflessione su bioetica e gravidanza.

Sesta sessione - Chairperson: Luigi Ceccarello

> Ore 10.25 - Isolina Bidoli
Lettera a mia madre
Una lettera alla propria madre, vissuta fin dall’infanzia come dolorosamente distante e ipercritica, scritta da una donna durante il percorso psicoterapeutico.
Alla comunicazione accorata dei propri vissuti e dei propri sentimenti sono affidati il tentativo e la speranza della nascita di quel rapporto di accettazione e di amore da sempre desiderato.
Considerazioni psicologiche e grafologiche.

> Ore 10.50 - Vania Bortolozzo - Anna Dondero - Massimo Redaelli
La madre cattiva/buona e le diversità dei figli: esempi di relazione
E’ vero che la madre deve essere sufficientemente buona. Ma è anche vero che non tutti i figli sono uguali e che quindi una certa madre può essere sufficientemente buona per uno, ma magari non per un altro.
In questa relazione saranno presentati vari esempi grafologici in cui il rapporto tra una madre ed i suoi figli viene vissuto in maniera diversa, e questo non perchè la madre non sia una "buona madre", ma perchè i figli "abitano nella casa del domani, che non vi sarà concesso di visitare nemmeno in sogno".

> Ore 11.15 - Viviana Trabucchi - Marianna Paola
La madre indifferente e la madre assillante - due aspetti di una relazione affettiva non sufficientemente buona
Nell’esperienza di essere figlio ciascuno di noi impara chi è: attraverso la relazione ci si cerca e ci si conosce.
Le relazioni e le esperienze fatte durante i primi anni di vita segnano in un certo modo le future relazioni del bambino diventato grande. Spesso una profonda ferita materna nasce dal fatto che la madre non è capace di offrire al figlio protezione e poiché essa è la prima figura di riferimento e rassicura il proprio bimbo che il mondo è buono, nella misura in cui non riesce a passare questo messaggio protettivo non promuove la capacità di fidarsi del bambino nei confronti del mondo.
Ma se lo sguardo rivolto ai genitori è uno sguardo limpido, capace di osservare gli aspetti positivi e negativi della relazione stessa, l'individuo adulto potrà apporre le modifiche necessarie per relazioni proficue indipendentemente "dall'impostazione di base".

Ore 11.40 - Discussione

Ore 11.55 - Coffee break

> Ore 12.15 - Vincenzo Mastronardi
Madri che uccidono
Con dibattito aperto alla cittadinanza.
L’argomento, tratto dal volume "Madri che uccidono" di V. Mastronardi e M. Villanova ed edito da newton e Compon, è di scottante attualità e mette in luce i drammatici conflitti interni di una madre depressa, inferma o semplicemente immatura.
Si parlerà delle madri che uccidono i figli serialmente, nonchè delle differenze psicologiche tra feticidio, neonaticidio e infanticidio e delle sue motivazioni più profonde nelle popolazioni mondiali – dagli spartani all’attuale popolo cinese - nonché del figlicidio nella mitologia. Non si trascurerà neppure la sindrome del bambino maltrattato perchè molto spesso l’atto omicidiario consegue all’abuso fisico del minore.
Verranno esaminate alcune ricerche su scala mondiale sugli abusi sessuali durante l’infanzia, nonchè i relativi esiti psichiatrici. Si tratterà dei casi di abbandono del neonato fino al 2007, del Numero Verde salvabebè e dello sportello salvamamme.
Le confessioni di una madre che più volte ha tentato di uccidere il figlio, infine, costituiscono un eccezionale documento per conoscere dall’interno un fenomeno tanto complesso e per molti aspetti incomprensibile.

Ore 13.30 - Pranzo

> Ore 15.15 - Laura Maninchedda - Marisa Aloia
Incontro sul tema: "La grafologia in Italia oggi: difficoltà e risorse"

Ore 16.15 - Fine lavori

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