17° Convegno Nazionale - DOV’E’ FINITA LA GIOIA? Il cammino verso le
emozioni positive -
2007
Prima sessione - Chairperson: Laura Maninchedda
Prolusione del Presidente A.P.R.E.S.P.A. Luisa Marnati de Mattei
> Luisa Marnati de Mattei
Colori del vento e suoni dell'arcobaleno - stellina e diesis
La Gioia: trovarla per ritrovarsi e assaporarla in tutte le sue sfumature.
Le emozioni positive: un percorso di crescita alla scoperta della gioia e del suo universo emotivo tra percezioni e sentimenti.
Nell’universo dei ricordi.
> Marisa Aloia
I colori della gioia
Sono le emozioni (belle e brutte) che danno vita, colore e sapore all'esistenza.
Anche se nelle nostra civiltà occidentale, impostata sul primato della ragione, sono considerate con "sospetto e timore". Del resto non
potrebbe essere altrimenti: infatti se la ragione promette all'uomo il dominio su se stesso e le cose, le emozioni spesso producono
turbamento e conflitto, non sono mai totalmente controllabili e a volte ci trascinano a dire o fare cose di cui, una volta cessato
l'impeto emotivo, ci si pente.
Sono le emozioni che ci fanno gustare la vita ed è proprio dalle emozioni, piccole o grandi che siano, che l'uomo spera di ricavare
nuovi stimoli che muovano le sue giornate.
Una volta un amico mi ha detto: "se non provassi dolore non saprei apprezzare la gioia". D'altronde come sarebbe possibile vivere senza
le nostre emozioni?
Nell'intervento saranno riportate opinioni di ragazzi e bambini sulla gioia, una ricerca fatta per capire se la gioia ha per tutti lo
stesso colore......
> Roberto Travaglini
Educazione al piacere di scrivere
Nella cultura occidentale contemporanea si è perso o forse è sempre stato malvissuto il processo fisiologico dello scrivere: la
scrittura non è quasi mai vissuta quale prodotto del piacere personale di svolgere un’attività creativa (fisica e psicologica).
Le ragioni sarebbero da ricercare nell'impianto pedagogico che sta alla base del processo di insegnamento/apprendimento della scrittura
e del conseguente formarsi della scrittura negli anni della scolarizzazione quale diretta espressione di sé.
Molto dipende dai nostri modelli storico-culturali che inducono per lo più a pensare la scrittura, intesa quale gesto scrittorio,
secondo rigidi parametri mentali pregiudizievoli e ostativi nei confronti della possibilità di vivere una simile gestualità come
un'espressione profondamente gioiosa, ludica e creativa.
Seconda sessione – Chairperson: Marisa Aloia
> Stefania Baronio
Gioia nel dolore e dolore nella gioia - riflessioni sul funzionamento post-traumatico della mente in età
evolutiva.
>…Alcuni di voi dicono, "La gioia è più grande del dolore" e altri dicono: "No, il dolore è più grande". Ma io dico a voi che sono
inseparabili…< (Kahlil Gibran).
Negli esseri umani, fin dalla nascita, le due emozioni basilari sono la gioia ed il dolore, in quanto costituiscono due punti di
riferimento privilegiati per comprendere la "vita emotiva": costituiscono i due poli del nucleo centrale di tutte le problematiche che i
pazienti portano in terapia.
Qualsiasi intervento terapeutico utile conduce all'elaborazione del dolore e dà come risultato sia una maggior confidenza con il dolore,
sia una nuova capacità di fare esperienza della gioia: capita che provare gioia implichi provare dolore, per le persone che convivono
con la propria sofferenza da anni e con la quale hanno ormai stabilito un legame di conoscenza e stabilità.
In questo caso l’emozione gioia risulta un’esperienza "nuova", da temere, in quanto non conosciuta. Inoltre il dolore può essere
provocato dal soggetto che così gli permette di sentirsi intensamente vivo e "attivo"(costanza del dolore).
È necessario considerare anche i vantaggi secondari del dolore: sia con il mondo esterno sia con il mondo interno.
Quindi la gioia ed il dolore costituiscono l'esistenza personale, nel senso che una vita senza gioia o senza dolore è semplicemente
impensabile e che sono così intrecciati da non poterli dividere.
È utile affrontarli e confrontarci con queste due emozioni per conoscerle e per poterle considerare risorse del soggetto e non limiti.
> Carmine Martelli
La gioia: una risorsa innata o acquisita?
La relazione si prefigge di esplorare gli elementi del "mito" della gioia nella storia e nella cultura antica, focalizzandosi su come la
ricerca della realizzazione di questa profonda esigenza umana abbia fatto ricorso al canale della "mitizzazione" per asserire
un'esigenza irrinunciabile della vita dell'essere umano, anche quando, in certi periodi storici la gioia, la serenità sono stati
esclusivi diritti e proprietà di pochi.
Oggi, in un'epoca storica in cui l'importanza attribuita alla persona come individuo rende apparentemente più liberi di vivere le
proprie risorse umane, come viene attivata quella ricerca? come viene asserita e vissuta quella esigenza nel tentativo di una più piena
realizzazione di sé?
Si cercherà di trovare un percorso verso le risposte possibili.
> Alessandra Tamiati
Giocare con le emozioni, per aprire uno spazio in cui far vivere i nostri vissuti emotivi positivi
Una tempesta di emozioni emerge ogni giorno dentro ognuno di noi, creando in alcuni casi incontenibili ed incomprensibili vissuti e
stati d’animo.
Proviamo, in un gioco quotidiano con i nostri bambini, a dare sfogo alle tensioni emotive represse per offrire, dentro di noi e intorno
a noi, uno spazio maggiore a rabbia, tristezza, malinconia e insoddisfazione, ma anche a speranza, allegria, serenità e condivisione,
per lasciar voce a quanto di positivo può colorare le nostre giornate.
Riferimenti a esperienze di "alfabetizzazione emozionale" recentemente condotte.
> Bianca Silvestri
Incontri nella gioia
Sette racconti ispirati a donne incontrate a Montreuil, cittadina alla periferia di Parigi, nell’associazione delle Femmes de la
Boissière.
Donne e ragazze dallo Sri Lanka, Algeria, Mali, Tunisia… In tutte c’e la nostalgia del Paese d’origine.
Dalla finestra della loro casa vorrebbero vedere il cielo, il mare, gli alberi, le stelle, la pioggia che cade in un giardino fiorito,
la casa dell’infanzia, arrivare i propri genitori.
Ero come loro, straniera in terra straniera, quando cercavo un incontro con la Francia, paese dove era andata ad abitare.
In queste pagine c’è la gioia nell'aprirsi alla comunicazione, il coraggio di prendere la parola in una lingua ancora poco conosciuta,
il balbettare parole francesi con l’accento della lingua materna.
Ridere di timidezza nel parlare di sé, nell’ascoltare la propria voce pronunciare parole non familiari e meravigliarsi di essere capite,
di avere delle risposte.
E' il tema di questi racconti, il filo rosso che li unisce. Ognuno di questi personaggi passa attraverso esperienze difficili, ma trova
la forza che lo fa riflettere, gli fa prendere delle decisioni importanti, oppure viene sopraffatto da avvenimenti che superano la sua
possibilità di comprenderli ed affrontarli.
Terza sessione – Chairperson: Paolo Bruni
> Sante Bidoli - Isolina Bidoli
La gioia della sofferenza - analisi della scrittura nelle cause di beatificazione
Distinzione tra sofferenza fisica e sofferenza psichica: l’eliminazione della sofferenza psichica è la base del benessere individuale e
dell’emergere della gioia e della serenità, che permette di entrare nel regno della spiritualità, della libertà e dell’amore.
Il Tapps è in grado di fornirci informazioni su questi temi dalle scritture di persone in processi di beatificazione.
> Anna Dondero - Massimo Redaelli – Vania Bortolozzi
Gli elementi della gioia - la felicitànei temperamentiippocratici
Lo studio della caratterologia ippocratica è parte rilevante – e molto amata – del metodo della Grafologia di scuola francese.
Spesso si afferma che, dei quattro tipi (Linfatico, Sanguigno, Bilioso e Nervoso), quello che fa davvero l’esperienza della gioia è il
Sanguigno, con la giovialità ed espansività dell’aria, suo elemento.
Si cercherà al contrario di mostrare come anche gli altri tipi – il Linfatico nell’abbandono sognante dell’acqua, il Bilioso nella
marcia di conquista del fuoco ed i Nervosi con la vivacità vibrante dell’avventura, il controllo razionale e la felicità della sapienza,
la stabilità e la serenità di sentirsi parte di un ciclo naturale sicuro della terra – la sperimentino, ma diversamente.
Esaminando molte scritture, ne rintracceremo le modalità di gioia con l’aiuto di questa caratterologia.
> Grazia Reali
Gioia e felicità: obiettivi non utopici di un cammino terapeutico volto all'accettazione e all'amore di
sè e dell'altro
Don Bosco sosteneva che la felicità consiste nell’amore per sé e per l’altro; eppure anche nella persona più creativa, in quella che si
sforza di dar vita per sé e per altri a qualcosa di permanente, possono intervenire momenti di sconforto nei quali ci si lascia andare
considerando la propria vita completamente inutile.
Già nel 1962 proprio per opporsi a una psicologia del malessere e della distruttività un gruppo di psicologi si riunisce sotto la guida
di Abraham Maslow per fondare l’Associazione della Psicologia Umanistica ispirata alle possibilità costruttive insite nell’essere umano,
sul suo potenziale di benessere, felicità ed autorealizzazione.
Tratterò di alcuni casi – di cui uno in particolare, di una donna moldava trentottenne fuggita dal proprio paese d’origine, ma
soprattutto da sé – di persone colte da sconforto tale da considerare la propria vita pressoché inutile.
Trattando dei suddetti casi presenterò scritture, disegni, test.
> Luigi Ceccarello
Gioia ed emozioni affini. Grafologia e psicologia a confronto
Sia gli psicologi che i grafologi, anche se per ragioni differenti, hanno difficoltà a studiare l’emozione di gioia.
1) Per gli psicologi è difficile riprodurre la gioia in laboratorio, mentre sono stati messi a punto diversi metodi per indurre uno
stato d’animo affine ad essa, ed è il buonumore.
Di conseguenza, gli psicologi devono accontentarsi di studiare l’effetto di uno stato emotivo positivo affine alla gioia ma più lieve,
il buonumore.
2) Per i grafologi la difficoltà sorge dal fatto che l’emozione di gioia non è rappresentata in alcun segno grafico.
1. Cosa dicono gli psicologi sulla gioia
2. Dizionario della lingua italiana e definizione di gioia e altri stati d’animo
3. Il sostituto della gioia: il buonumore. Grafologia e psicologia a confronto
4. Atteggiamenti verso l’ambiente
Quarta sessione – Chairperson: Luigi Ceccarello
> Rita Negro
Gioia è raggiungere una solitudine completa e incontaminata
Basta avere emozioni positive per essere veramente felici e provare il senso profondo dell’esistenza?
L’uomo entra nella gioia mettendosi al mondo ogni giorno, ottenendo un ampliamento del campo di coscienza e andando verso la persona che
è nel profondo.
L’analisi della scrittura racconta le modalità del percorso di ognuno verso questo traguardo.
Uno sguardo particolare all’occhiello e alle infinite sfaccettature che si possono rilevare analizzandolo nella sua struttura.
> Rosalba Trevisani
Un percorso nella spiritualità - Marcello Labor, medico d'anime
Passato attraverso esperienze disparate - dall’appartenenza all’ebraismo all’approdo alla fede cattolica; dall’indifferenza religiosa al
fervido apostolato laicale; dalla professione medica all’apostolato sacerdotale, dalla condizione di marito e padre di famiglia a quella
di formatore di futuri sacerdoti e di uno stuolo di anime – il triestino Marcello Labor (1890-1954) è giunto ora alle soglie della
beatificazione.
Le sue vicende, che si intrecciano con il groviglio tormentato della storia delle terre giuliane nella prima metà del secolo scorso,
trovano significativo riscontro nelle scritture (scandite nel tempo: 1912, 1937, 1940) che, testimoniando lo snodarsi di un singolare
cammino esistenziale, possono definirsi come le metaforiche tappe di un’ autentica ascesa in cui le emozioni positive portano l’uomo
alla spiritualità, all’accoglienza dell’Altro.
Quinta sessione – Chairperson: Marisa Aloia
> M. Enrica Giardini – Fernando Rossetti
La gioia: ma fa ancora parte di noi
Il nostro tempo sembra negato al sentimento della gioia. Fraintesa per i frequenti piaceri che sollecitano i nostri desideri nelle
direzioni più disparate, crea in noi una smania incontrollabile per rincorrere un mito che non ha corrispondenza con le nostre esigenze
del cuore che ci costituiscono.
Dove è finita? Cosa vuol dire ormai per noi la parola "gioia"? E’ forse un nostro diritto raggiungerla? In che modo ci poniamo per
scoprirla? Fino a che punto riusciamo a trattenerla? Per quanto tempo riusciamo a goderne? Sappiamo porci noi dei traguardi, dei punti
di riferimento che ci facciano riconoscere l’obiettivo e quindi gioire per il risultato ottenuto?
La gioia è un sentimento che sconfina nel nostro piccolo "io", dentro il quale soffocherebbe e necessita di un grande respiro di tutto
l’essere spirituale.
La gioia ha bisogno di concretezza, di legame con la vita, di azione di rischio, di profondità.
L’alchimia della gioia richiederebbe totale disponibilità alla vita , apertura di cuore e resa al divino
> Carla Possanzini
La gioia è la dote di un'anima risvegliata
"La gioia è la dote di un’anima risvegliata. Coltivando amicizia per chi è felice, compassione per chi è infelice, letizia per chi è
virtuoso, indifferenza per chi è malvagio, si mantiene la calma della mente."(Patanjali)
Patanjali ha lasciato una raccolta di Sütra (aforismi) che definiscono lo Yoga in relazione all’attività della mente.
E perché i monaci buddisti sono generalmente sorridenti, curiosi, con un forte senso dell’umorismo?.
Induismo e buddismo sono filosofie estremamente complesse, ma si possono anche considerare in un aspetto più comprensibile a noi
occidentali: come dei percorsi della mente verso il benessere.
Una breve introduzione al percorso indicato dalle due filosofie e i suggerimenti che ne possiamo trarre per migliorare le nostre
reazioni nella vita quotidiana.
> Liana Vettori
La gioia di imparare: testimonianza dalle Favelas
Da ormai 30 anni ho una sorella missionaria laica in brasile, nelle favelas, e in questo ultimo periodo il suo impegno è stato quello
di "costruire una comunità educante".
Con vari e sofferti aiuti è riuscita a fra nascere una casa per la comunità, dove finalmente le persone possono riunirsi, parlare ed
imparare, di tutto... dalle elementari nozioni d'igiene alla lettura ed alla scrittura.
Sono stata a trovarla anni fa e mi hanno colpito i loro volti, la voglia di fare ed imparare ecco perché vorrei portare e raccontare
come si può arrivare a dare gioia solo con la nostra voglia di fare ed aiutare.
> Paul Kircher - Eleonora Brugger
Nuovi strumenti per sperimentare gioia e felicità in ogni momento: i campi morfogenetici
I Campi Morfici (CM) vengono definiti cognizione primordiale della natura.
In questi campi sono memorizzate tutte le informazioni dell'universo. Anche tutto ciò che l'uomo fa o pensa viene riposto nei Campi
Morfici.
Possono anche venir descritti come campi o banche dati di pensiero invisibili – solitamente identificati come forze telepatiche –
strutturate secondo meccanismi di risonanza peraltro misurabili, che secondo il parere di Sheldrake dovrebbero essere visti come la
Blaupause di ogni essere vivente, a partire dall’organismo unicellulare, attraverso tutto il regno animale e vegetale, fino a giungere
all’uomo.
La Princeton Engineering Anomalies Research (PEAR) dell’università di Princeton USA, li identifica come ‘Global Consciousness’(Coscienza
Globale).
I campi morfici contengono anche tutte le emozioni come la paura, la tristezza, la rabbia, la gioia. In uno stato di coscienza profondo
il singolo individuo può accedere a questi campi percependoli e vivendoli nel momento.
> Giovanna Bassi - Rossana Zamburlin
L’empatia nella coppia e nell’amicizia
Empatia significa capacità di sentire quello che sente l'altro, capacità di vedere il suo mondo dal suo punto di vista, saper cogliere la
sua sensibilità, le sue emozioni. Questa capacità è già un'esperienza di gioia.
L'atteggiamento empatico conduce verso la compartecipazione e la compassione: ci si sintonizza con l'esperienza emotiva dell'altro, pur
mantenendo la propria autonomia. E' un'apertura del cuore.
L'empatia è una caratteristica essenziale di un rapporto di coppia intimo e di una vera amicizia, riesce a far vivere contemporaneamente
l'esperienza della vicinanza e l'esperienza della libertà col partner e l'amico, ciò in maniera sostanzialmente stabile, anzi con sempre
maggiore profondità, in quanto diventa un modo di essere che orienta il sentimento, il pensiero, i valori e l'azione.
Per sentire la gioia col partner e con l'amico è essenziale essere empatici.
Sesta sessione – Chairperson: Luigi Ceccarello
> Paolo Bruni
L'amore per la vita
Alla disposizione alla gioia concorrono, fra l’altro, spontaneità, fiducia, disponibilità ad accogliere, senso di libertà; occorre
l’unione con ciò che può far gioire, la partecipazione a un’intimità, una condivisione in tutti i piani dell’essere.
Le emozioni positive necessitano di un contesto di vita anch’esso positivo, una vita ben strutturata, dove tutto ha un significato, un
senso immediato e anche ultimo; una vita autentica, che segue il corso naturale dell’esistenza. Gioia è "m’illumino d’immenso".
Gioia è anche cogliere le sfumature delle cose e apprezzare la vita nella sua quotidianità. Gioia che viene dalle sensazioni, dalle
emozioni, dalla contemplazione; l’essere intero vibra in sintonia col tutto attraverso un canale specifico.
La percezione dell’armonia suscita gioia, come la percezione del bello. Lo sviluppo completo del nostro essere in unione col tutto porta
gioia, ci si sente se stessi e nel contempo parte del tutto; non si sa veramente che cos’è la vita, se non ci si sente parte integrante
del tutto.
Un sentimento di piena soddisfazione personale (individualismo) è misera cosa se confrontato con lo stesso sentimento condiviso con la
comunità.
Saranno presi in considerazione i segni grafici favorenti od ostacolanti la gioia.
> Graziella Pagani
La fiducia ritrovata attraverso pratiche di consapevolezza
In questa relazione si illustreranno alcuni casi di persone che si stanno formando come counselor presso una scuola triennale di
Counselling Transpersonale presso il Centro Tibetano di Pomaia, il più grande d’Italia.
La scuola integra lavoro di gruppo, lezioni teoriche di Dharma buddista e di psicologia umanistica, esperienze di meditazione e di
consapevolezza.
Saranno mostrate alcune scritture di un certo numero di partecipanti prima dell’inizio del percorso di formazione e dopo circa un anno e
mezzo.
Già ora, infatti, le persone dichiarano di essere più serene, pacificate e di avere modificato alcuni aspetti problematici della loro
personalità. Alcuni sono diventati più positivi, fiduciosi, meno reattivi. Altri dicono di sentirsi più aperti alle esperienze e ai loro
stessi sentimenti.
Ma non solo le persone esprimono a parole questo miglioramento, le loro stesse scritture, in alcuni casi in maniera lieve, in altri,
maggiormente, mostrano maggiore apertura, distensione, positività.
> Danila Prinzio
Dalla paura alla gioia
La gioia è affrontata partendo dalle emozioni e sentimenti che sono più lontani da essa, come la paura, la preoccupazione, e la
valutazione di come traumi importanti infantili possono lasciare tracce indelebili che pregiudicano questo stato emotivo anche nell’età
adulta.
La relazione affronta poi il problema delle supercompensazioni, che fanno sì che un soggetto possa dimostrare un atteggiamento di slancio
e apertura senza che vi sia però un sottofondo di vero appagamento e gioia, che viene qui intesa come uno stato di letizia, di
appagamento di tipo più spirituale che materiale.
Accosta poi la gioia alla pratica della meditazione buddista e al risveglio interiore del Cristo. Prosegue evidenziando quali possono
essere i segni di una persona che, pur senza seguire particolari strade spirituali o religiose, vive nella propria vita questo sentimento
e conclude facendo delle osservazioni sull’opera del medico Edward Bach e sulla sua firma.
> Alessandra Lumachelli
L’intelligenza del cuore
Ci siamo mai domandati perché le persone più intelligenti nel senso tradizionale del termine non sono sempre quelle con cui lavoriamo più
volentieri o con cui stringiamo amicizia?
O perché il rendimento scolastico di bambini con una intelligenza brillante crolla in maniera drammatica quando si presentano delle
difficoltà familiari? O perché un matrimonio può andare a rotoli sebbene il quoziente intellettivo di entrambi i coniugi sia altissimo?
E ancora, ci vuole intelligenza per stabilire una serena vita familiare ...
Settima sessione – Chairperson: Paolo Bruni
> Giovanna Cavoto
La gioia: da dove viene e dove va?
La gioia è un dono che viene dall’alto e va ad illuminare noi e le persone che sono intorno a noi. Essa è tanto più piena quando più il
nostro atteggiamento interiore è improntato all’amore disinteressato, all’altruismo, alla generosità verso il prossimo, al perdono e ad
una visione spirituale della vita.
> Laura Maninchedda
La gioia: una qualità transpersonale
Che cos'è la gioia? Con quali sentimenti e situazioni è in relazione?
Tentativo di dare risposte almeno parziali, tenendo presenti autori e contesti diversi.
> P. Andrea Jakob Schnoeller – Luisa Marnati de Mattei
La gioia nel cantico delle creature di San Francesco d’Assisi
Frate Vento nella pratica meditativa: un possibile cammino di consapevolezza.
Relazioni in Atti
> Deborah Pozzoli
Persone che curano emozioni, emozioni che curano persone.
Un’emozione fondamentale nell’attività terapeutica è la gioia che deriva dall’incontro con l’altro, dalla nostra "curiosità" per l’altro,
dal fatto semplicemente di svolgere la nostra professione.
Il lavoro che vado a presentare vuole essere una riflessione su cosa si intende per emozioni positive, ovvero: sono quelle che
solitamente vengono intese così (felicità o gioia) oppure sono tutte le emozioni che si presentano come utili nel contesto di terapia e
non solo?
i terapeuti che tanto lavorano con le emozioni altrui, usano e ascoltano le proprie? e se sì: questo è utile?
> Antonello Pizzi
Felicità, gioia e la scrittura ascendente
Il moto ascendente, il cui grado rispetto al rigo ideale di base è rilevabile con un goniometro trasparente, è centrifugo, da sé verso
l’esterno, esplorativo, assertivo, autoaffermativo.
È di chi pensa di avere delle cose da dire e da fare, di chi ha dei sogni nel cassetto e tende a giudicare favorevolmente la realtà, a
guardare al futuro con ottimismo e fiduciosa attesa.
È indice di iniziativa, intraprendenza, ambizione, grinta, aggressività, disponibilità a lottare, spirito di competizione, spinta al
miglioramento e a modificare la realtà in senso positivo e costruttivo.
Chi scrive ascendente è tendenzialmente soddisfatto di sé, ha un ampio spettro di aspirazioni ed aspettative, è orientato al successo ed
è motivato a fare le cose al meglio per un intrinseco bisogno di affermazione, di eccellenza, di investire in progetti, di
autorealizzazione.
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