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16° Convegno Nazionale - Chi sono, dove sono dove vado - Difficoltà a direzionarsi in famiglia, nel lavoro e nella società - 2006


Prima sessione - Chairperson: Laura Maninchedda

Prolusione del Presidente A.P.R.E.S.P.A. Luisa Marnati de Mattei

> Paolo Bruni
I riferimenti mancanti
Senza punti di riferimento affidabili ci si sente disorientati, alla deriva nella vita, di cui si perde il senso; esso dipende anche da un legame a rete tra le cose, oltre che da punti fermi che permettono di muoversi nella direzione giusta e di fare le cose giuste, quelle che contano veramente.
Nel mondo contemporaneo le tre domande poste come tema del convegno trovano difficilmente risposte convincenti, poiché sempre più spesso ci si trova nella condizione di dover vivere senza punti di riferimento stabili e duraturi, in un divenire più contingente che progettuale.
Sarà dato un inquadramento grafologico degli argomenti trattati.

> Alessandra Tamiati
Elementi di continuità e discontinuità nello sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dell'individuo: la separazione dei genitori quale elemento di discontinuità non naturale nella crescita dei figli
Nel corso dell’adolescenza si concretizza nei suoi caratteri principali il processo di costruzione dell’identità, che porta ogni individuo a definirsi quale soggetto unico e dotato di specifiche potenzialità.
Attraverso la combinazione dei due meccanismi di identificazione e differenziazione l’individuo definisce le proprie istanze personali anche grazie al confronto con gli adulti che lo circondano.
Come le più attuali teorie psicologiche sottolineano, i genitori, figure di riferimento prioritarie, intervengono direttamente in questo processo. La famiglia può allora essere vista come nicchia ecologica, contesto di sicurezza e fattore protettivo all’interno di questo processo di sviluppo.
Risulta fondamentale che questi riferimenti siano ricchi, costanti e facilmente leggibili.
Al tempo stesso, occorre ricordare come ogni situazione di cambiamento (ambientale, situazionale, di ruolo o di abitudini, naturale o imposta dall’esterno) porti con sé episodi di crisi e di perdita dei riferimenti e delle sicurezze.
La separazione dei genitori si configura quale fattore non naturale di discontinuità all’interno del regolare percorso evolutivo. Essa può essere letta come causa e concretizzazione della rottura di un importante equilibrio interpersonale ed intrapersonale in cui i genitori e il sistema familiare fungono da "scaffolding" ai cambiamenti naturalmente vissuti dal bambino.
La mancanza, seppur parziale e temporanea, o la presenza talora discontinua di questi riferimenti provoca disagio psicologico e disorientamento nel soggetto, con ricaduta sul piano cognitivo e relazionale.
Apporto di materiale esemplificativo in forma grafica e/o testuale e riferimento a casi concreti.

> Sante Bidoli
Chi sono, dove sono, dove vado: un viaggio attraverso la scrittura
L’evoluzione dal bambino all’adulto. Tra successi e insuccessi verso la propria vera identità.
Alcuni casi.

Seconda sessione – Chairperson: Luisa Marnati de Mattei

> Claudio Baj – Alessandra Battagin – Marco Consolati – Maddalena Valente
CHI SONO, DOVE SONO, DOVE VADO? Difficoltà a direzionarsi in famiglia, nel lavoro e nella società per i sordi: la Lingua Italiana dei Segni (LIS)
Il concetto d'identità è molto difficile da definire ed anche il vocabolario non ci dà elementi sufficienti per chiarire cosa si intende per identità sorda. Forse è meglio dividere il significato di identità personale da quello di identità di gruppo.
Possiamo considerare l'identità personale come l'insieme di caratteristiche in cui una persona si riconosce e si identifica.
L'identità di gruppo è rappresentato da quell'insieme di caratteristiche che permette di individuare il gruppo stesso e separarlo dagli altri gruppi.
Ad es. la comunità italiana in America può essere definita come quell'insieme di persone che conoscono la lingua italiana, mangiano sovente la pastasciutta e quando si incontrano parlano dell'Italia.
Un elemento non è sufficiente per identificare una persona come appartenente al gruppo.
Continuando l'esempio precedente, non tutte le persone che conoscono la lingua italiana in America sono italiane. Tuttavia avere la lingua in comune sembra essere un elemento determinante per l'appartenenza ad un gruppo...

Terza sessione – Chairperson: Paolo Bruni

> Marisa Aloia - Liana Vettori
La scrittura come DNA dell'anima
Una relazione un po’ particolare che riporta al concetto dell’essere un tutt’uno con le energie.
Un riferimento alla radionica e all’energia che lasciamo sempre e comunque nell’universo. La scrittura è, in fondo, una nostra traccia, così come è possibile ricostruire il nostro DNA da una qualsiasi fibra del nostro corpo, così attraverso la nostra scrittura è possibile ritrovare la persona, la sua anima.

> Anna Dondero - Massimo Radaelli - Silvia Grassi
Costruzione dell'imagine e fuga: grafie di "body-builders"
La costruzione di un corpo "bello" ed ipertrofico, utile solo da mettersi in mostra, è il prodotto di una dedizione che, nei body-builder professionisti può diventare disimpegno dalla realtà e fuga.
Analizzando grafie di culturisti – alcune che si cristallizzano nell’immobilità, altre che corrono e sgusciano via -, narreremo diverse modalità di rappresentazione e di fuga, rifacendoci ad archetipi come Narciso, Proteo, Ares ed Apollo.

> Roberto Travaglini
L'orientamento socio-educativo della creatività
La struttura socioculturale in atto non presenta le fondamentali caratteristiche "creativogeniche" tanto auspicate dallo psichiatra Silvano Arieti per la concretizzazione sociale di una diffusa creatività, intesa come "sintesi magica" tra le spinte primarie dell’infanzia e il pensiero logico-razionale del mondo adulto.
I segni sociali del malessere a-creativo sono molti: tra questi emergono con forza quelli registrati dalle nostre espressioni grafiche più spontanee.

> Anna Carla Possanzini
Piccole illuminazioni meditando nella giungla: un viaggio interiore sedendo in meditazione
Dopo una breve descrizione della situazione, il luogo, i compagni d’avventura, parlerò delle mie esperienze interiori durante un ritiro vipassana nella giungla tailandese – 30 giorni seduta sotto un albero, senza parlare, scrivere o leggere.
Delle "piccole illuminazioni" che mi hanno chiarito alcune cose riguardo il mio vero Sé e il mio ruolo nella vita sociale e in quella affettiva.

> Luigi Ceccarello
Il persistente tormento interiore
Il continuo tormento interiore di una donna costretta ad una lotta su vari fronti:
a) con i suoi stati d’animo, cioè con le preoccupazioni (cosa c’è che non va), la tristezza, l’irritabilità morbosa; la facilità ad affaticarsi; con la stanchezza di vivere;
b) con la difficoltà a comprendere le proprie aspirazioni e i propri gusti;
c) con una lotta interna ed esitazioni ogni volta che deve decidere;
d) con l’abulia quando deve agire;
e) con la scarsa autovalutazione di sé;
f) con la lentezza e la penosità del pensiero;
g) con il forte bisogno di affetto da una parte, e dall’altra scarse capacità di manifestare affetto.

> Antonello Pizzi
Un segno che impedisce una serena autorealizzazione: le aste assottigliate
L’assottigliamento del tracciato grafico è un riflesso diretto di ritrazione agli stimoli esterni e agli stimoli interni.
Se presente in misura contenuta, svolge una funzione di difesa da stimoli nocivi ed ha una funzione di regolazione utile a riportare l’organismo al suo equilibrio, detta omeostasi, quell’insieme di processi atti a conservare nel tempo uno stato di equilibrio interno, o per ripristinarlo in caso di squilibrio momentaneo.
Se presente in intensità elevata comporta una sopravvalutazione degli ostacoli opposti da cose e persone ed una corrispondente diminuzione dell’autoefficacia, predispone a sensazioni di latente disagio, è di ostacolo ad una serena e soddisafcente autorealizzazione.

Quarta sessione – Chairperson: Luigi Ceccarello

> Angelo Vigliotti
Lo smarrimento: perdersi per ritrovarsi (biografia grafologica di alcuni casi clinici)
Il percorso di un individuo non sempre è lineare, ma è fatto da molteplici cambiamenti progressivi o regressivi e da blocchi evolutivi.
La nostra cultura parte dal concetto di sofferenza per cambiare e spesso la ferita dell’addio, del distacco e della separazione ci aiuta a crescere.
Ma non sempre. Nella mia pratica clinica mi sono accorto che il dolore non basta per spingere una persona a interrogarsi sul proprio SE’.
E’ presente anche un elemento imprevedibile, che cercherò di delucidare nella illustrazione dei casi clinici; elemento fortemente motivazionale senza il quale può mancare la riflessione sui percorsi esistenziali e i problemi rimangono irrisolti, gli interrogativi sospesi, mentre il tempo se ne va e lo smarrimento diventa drammatico.

> Rosalba Trevisani
Scritture della grande guerra: 25 bambine triestine raccontano
Durante la Grande Guerra, con le sue drammatiche vicende, quanti si saranno chiesti smarriti "Dove andiamo?"; nel racconto delle 25 bambine le cui scritture sono oggetto di esame grafologico, l’interrogativo sottende gli ingenui racconti.
Lo studio grafologico si riferisce alle scritture dei compiti di 25 bambine conservati presso l’Archivio diplomatico della Biblioteca civica di Trieste, salvatisi dalla dispersione, che raccontano, in un tema assegnato dalla loro maestra "I fatti di questi giorni", tumulti popolari seguiti alla dichiarazione di guerra del Regno d’Italia alla Monarchia Asburgica.

> Roberta Gallese
L'adozione internazionale: verso la costruzione di una nuova identità
L’adozione internazionale rappresenta oggi una delle modalità privilegiate attraverso cui le coppie italiane senza figli possono realizzare la propria identità di genitori, costituendo una famiglia con uno o più bambini provenienti da Paesi Stranieri.
I bambini dichiarati adottabili nei loro Paesi d’origine, che divengono figli di una coppia italiana, si trovano di fronte al difficile compito di ricostruire una propria identità all’interno di un diverso contesto socio culturale.
La famiglia così formata diviene un nuovo e complesso organismo sociale, ricco di criticità e di risorse.
A partire dall’esperienza clinica di valutazione e di presa in carico di bambini adottati internazionali, si cercherà di delineare quali sono le problematiche di identità dei piccoli e dei grandi, ciascuno protagonista di questo peculiare organismo sociale.

Quinta sessione – Chairperson: Isolina Bidoli

> Giovanni Bassi - Rossana Zamburlin
Matrimonio e intimità
Attualmente i giovani pur avendo una maggiore libertà sentimentale e sessuale e più "strumenti" rispetto alle questioni riguardanti il rapporto di coppia e, anche, generalmente, maggiore libertà economica, di fatto incontrano maggiori interferenze nella costruzione di un buon rapporto intimo e nel matrimonio.
Lavorare e fare carriera entrambi, tenere in ordine la casa, crescere insieme i figli, spesso o a volte senza i sostegni della famiglia d’origine e della comunità, creano uno stato d’ansia e di frustrazioni tali da impedire i momenti di intimità.
Lo sviluppo tecnologico, che avrebbe dovuto darci più tempo libero, in realtà crea un ritmo frenetico e occupa spazi che potrebbero essere occupati dall'intimità della coppia.
Le esigenze scolastiche, formative, e di carriera di entrambi fanno trascorrere parecchie ore fuori casa.
L'aumento del disagio personale e relazionale rendono sempre più difficile la creazione della compatibilità nel matrimonio. Anche perché nel frattempo sono aumentate la qualità delle aspettative rispetto al rapporto di coppia, con la relativa facilità a separarsi e divorziare se il partner non è "idoneo".
Ci si chiede, con queste e altre interferenze, come sia possibile attuare un matrimonio "perfetto" in un contesto così difficile.
A quanto dicono le statistiche, sembra che l'Italia sia una delle peggiori nazioni al mondo rispetto alle celebrazioni di matrimoni e alla procreazione dei figli.

Sesta sessione – Chairperson: Laura Maninchedda

> Giovanna Cavoto
Dalla Molteplicità all'unità: nessuno, centomila, uno
La famiglia e l’infanzia come primo accompagnamento alla vita; il gruppo e l’adolescenza, la scoperta di tanti opposti, la consapevolezza di tanta frammentazione nelle emozioni più forti per una identificazione; apparentemente soli nella ricerca di un equilibrio: la psicosintesi, la scrittura, la ricerca del magico; è consapevolezza di un mistero che ci sfugge.
Aspirazione ad una unità che non realizza mai completamente.

> Isolina Bidoli
Alla ricerca dell'identità
La spasmodica ricerca di etichette autoadesive per definirsi nella scuola, nel lavoro, nella famiglia, nella società: l’incapacità di riconoscersi nella parte più autentica in una giovane trentenne.
Una storia difficile di un giovane adottato. L’assenza di consapevolezza di sé in due casi clinici vista attraverso tests psicodiagnostici e la scrittura.

> Piero grillo
Il sogno dell'autonomia
"Abbi il coraggio di aver gusto" è uno degli imperativi categorici di Kant che ancora oggi ha tutto il suo fascino.
Il fascino dell’autonomia: ma che cosa è autonomia? Dire autonomia è dire spazio per i desideri senza limitazioni: nulla e nessuno.
I progressi straordinari di scienza, tecnica e tecnologia amplificano la voglia di onnipotenza che uno vive fin da bambino.
L’eccedenza delle opportunità è un boomerang che blocca la scelta, la scelta per sempre, la scelta del bene possibile per tagliare – decidere – su altri non realistici, non adatti.
Di fatto quel bambino gioca a far l’uomo mascherato, il Superman dove vorrebbe, ma non può e finisce per non volere ciò che effettivamente sta in lui e lo renderebbe infinitamente più felice.
Nel desiderio di potenziare aspetti socialmente rilevanti corriamo il rischio di lasciare in ombra altri elementi più veritieri, più significativi ed espressivi della ricchezza più profonda che ci appartiene e ci connota.
La riscoperta dei punti di intuito davvero nostri permetterà di riappropriarci dei pesi giusti da mettere sulla bilancia?

> Luisa Marnati de Mattei
Il cammino in cammino: spunti e appunti del viaggio della vita
Uno spazio nel tempo di un cammino che appare senza direzioni, in balia del vento e del mare in tempesta.
Una bussola negli oceani di scritti, immagini, ricordi… che può orientare tra le mille difficoltà di una vita.

> P. Andrea Jakob Schnoeller - Luisa Marnati de Mattei
Il ponte sul guado: orizzonti di vita in cammino meditativo
Il guado è una corrente d’acqua che normalmente si attraversa a cavallo, in carrozza o a piedi nudi.
Ma la natura, non diversamente dalla vita, passa attraverso molti umori diversi e imprevedibili: improvvisamente il guado diventa un torrente d’acque minacciose e travolgenti.
Costruire un ponte ad arte non è mai di troppo. La consapevolezza è il ponte. Chi lo costruisce è la meditazione.

Settima sessione – Chairperson: Sante Bidoli

> Loretta Ambrogiani
Identità e processo di "Individuazione" - Il contributo della Grafologia Morettiana
Nei fondamenti teorici e nel sistema segnino della Grafologia morettina si individuano aspetti legati al tema dell’identità nonché inerenti la dinamica psichica e il processo di "individuazione" ed integrazione della personalità che possono contribuire a mettere a fuoco le tematiche inerenti le diverse fasi evolutive e le rispettive crisi di cambiamento/crescita.

> Rita Negro
Chi sono - Dove sono - Dove vado ?
"Qual è la vocazione profonda dell’essere umano? Qual è la differenza tra la volontà morale e la volontà di realizzare se stessi? L’uomo deve ritornare alle norme ontologiche, entrare nell’esplorazione e nell’accettazione della sua natura reale affinché le energie del suo ‘animale interiore’ siano le stesse che, una volta convertite, lo conducano in un nuovo campo di coscienza.
Prenderò quel mostro che sono per imparare a conoscerlo, accettarlo, addomesticarlo, lavorerò su di lui, su di me, a partire da lui, e . allora potrò immolarlo sul mio altare interiore senza mutilarmi, pur strappandomi una pelle ‘animale’ " Annick de Souzenelle.
L’analisi psicografologica può essere di valido aiuto per conoscersi, accettarsi, addomesticarsi, uscendo dallo stato di incoscienza, lasciandosi penetrare e trasformare dagli avvenimenti, aprendosi ogni giorno ad un’altra dimensione della vita per acquisire una certa dimestichezza nel direzionarsi in famiglia, nel lavoro e nella società.

> Teresa Michiara
Momenti evolutivi: dalla psicologia al desiderio di altro
Sulla base della mia esperienza di counselor e conduttrice di gruppi sulla comunicazione e conoscenza di sé, ho individuato un graduale e costante cambiamento nel corso di questi ultimi 10 anni nell'accostarsi alla psicologia, non più come ricerca di benessere, che pure resta in genere un punto di partenza, ma come momento di passaggio per una ricerca del senso della vita: dalla ricerca di sé, dunque, alla ricerca del Sé.
Dalle discipline alternative, quindi (vedi il movimento New Age), ad un bisogno di spiritualità che contempli una reale messa in discussione di se stessi, più che un'attesa di ingenua "magia" dall'esterno.
Oltre a delineare un breve panorama generale, presenterei alcuni casi di tale percorso.

Ottava sessione – Chairperson: Giovanna Cavoto

> Paolo Bassi
Navigando nel cyberspazio: il gioco e la costruzione dell'identità on-line
Chat, community, informazioni di qualunque genere, forum: spazi virtuali dove un popolo di esploratori della rete, tra cui bambini, ridefiniscono il reale, si "incontrano", si conoscono, si sfidano e si cercano a colpi di nickname, simboli, parole ed emoticons.
Un non-luogo in cui domanda ed offerta si incrociano in tempo reale, dalle più svariate operazioni commerciali, fino alla simulazione della realtà e all’idealizzazione delle figure e delle situazioni virtuali.

> Alessandra Lumachelli
Il tempo interiore
In natura soltanto l’essere umano possiede il sentimento del tempo, sebbene non sia provvisto di uno specifico organo di senso destinato a tale percezione, come ad es. l’orecchio per l’udito.
Il tempo è lineare ed è ciclico. E’ contenitore e successione di contenuti. E’ misurabile, ma è anche irreversibile.
Mentre i fenomeni biologici scandiscono il passare del tempo in modo tangibile, tutt’altra cosa è il tempo che viene percepito dalla nostra interiorità ...

> Daniela Maiocco – Ezio Marchegiani – Sabrina Valcasser
L'animale uomo nella civiltà moderna
Esistono delle resistenze a considerare l’uomo come animale ed i contributi della zoologia e dell’etologia.
La specie umana si è evoluta in un ambiente troppo differente da quello della moderna civiltà. Ne conseguono tensioni anche molto forti, legate ad istinti primordiali ed arcaici che si attivano continuamente nelle strutture della civiltà moderna.
Si attivano reazioni di difesa del territorio. Le piccole tribù primitive erano composte da 100 – 120 individui; ciascuno godeva di uno spazio 100.000 volte superiore a quello attuale.
L’uomo non sarebbe geneticamente sviluppato e selezionato per gestire l’attuale eccesso di individui sconosciuti. Ne conseguono nuovi fattori di stress che, a seconda della diversa reattività individuale, possono condurre all’ anormale aggressività distruttiva dei nostri giorni o ad attivazione biologica persistente.

> Daniela Maiocco – Ezio Marchegiani – Sabrina Valcasser
La nascita della voce nell'animale uomo
La laringe è filogeneticamente più antica del cervello e compare già 300 milioni di anni fa nel diploo fossile, un pesce osseo antenato degli anfibi.
Le funzioni primarie della laringe sono quelle di una valvola interposta tra la via respiratoria e quella alimentare. A questa funzione primaria, se ne aggiungono altre secondarie, che sfruttano la chiusura della glottide, generando suoni grezzi.
Si ritiene molto probabile che la voce sia nata da questi ultimi, e sia da considerare come un’emissione sonora biologicamente non prevista, prodotta nell’ambito di funzioni viscerali primitive.
Infatti solo tardivamente nella filogenesi appare la voce, come funzione strettamente collegata a fattori chimico-ormonali profondamente ancorati alle emozioni più primitive e come tali legate al cervello filogeneticamente più antico (archi e paleo-pallio) e da zone cerebrali sottocorticali.
Va ricordato sempre che la laringe rappresenta un "organo sessuale secondario". La voce è esattamente una espressione sonora della personalità.
La dinamica vocale è già psicodinamica, è già psicoterapia. La rieducazione logopedica di un soggetto con disturbi vocali contempla un percorso "rimediativo", che prevede un cambiamento nello stile di vita individuale.

> Daniela Maiocco – Ezio Marchegiani – Sabrina Valcasser
Il metodo Alexander in comunicologia
Nel generale disorientamento degli ultimi anni, non fanno eccezione neppure rilassamento e terapie posturali, che, come vedremo, richiedono un percorso individualizzato piuttosto che una terapia standardizzata.
L’inconsapevole vittima di questo stile è il nostro corpo che, quotidianamente, deve adeguare la sua postura alle tensioni emotive e fisiche cui lo costringiamo. Una soluzione a tutto questo è proposta da Frederick Mathias Alexander.
F.M. Alexander scoprì che la relazione dinamica tra la testa, il collo e la schiena rappresenta un fattore determinante nell'equilibrio posturale e nella coordinazione motoria. È un processo rieducativo.
L’apprendimento del metodo porta con sé benefici terapeutici e preventivi per la salute dell’individuo. Questa metodica rappresenta, quindi, una nuova modalità di approccio, a nostro avviso in grado di garantire, nel tempo, i benefici di un trattamento logopedico di tipo più tradizionale, proprio perché consente la massima concentrazione sulle nostre dinamiche interne e la coscientizzazione del nostro funzionamento.

> Luisella Cocco - Giorgia previti
Il consueling nell'approccio globale integrato della balbuzie: l'importanza della sua applicazione nella valutazione e nel trattamento
La balbuzie è un problema che si sviluppa all’interno delle dinamiche comunicative che circondano la persona che balbetta.
Affinché un trattamento abbia successo, occorre focalizzare la sua attenzione sullo stile comunicativo del soggetto affetto da balbuzie e sullo stile comunicativo delle persone e sulle situazioni di vita quotidiana che ogni singolo individuo deve gestire.
Il counseling lavorerà su fattori emotivi, cognitivi e comportamentali e l’approccio integrato tra psicologi e logopedisti, permetterà ad esempio un intervento più mirato e globale che permetterà un cambiamento comportamentale (modificazione della fluenza) ed un cambiamento emotivo (attitudine comunicativa).
Le tecniche di counseling portano a stabilire col cliente un rapporto empatico che favorisce l’instaurarsi di una relazione di fiducia che permetterà ad entrambi di raccogliere e fornire preziose informazioni derivanti dall’indagine approfondita di tutti i fattori coinvolti al fine di poter impostare un piano rieducativo individualizzato.

S E Z I O N E   P O S T E R

> Claudio Baj - Alessandra Battagin - Marco Consolati - Maddalena Valente
La Lingua Italiana dei Segni (LIS) - Il Metodo "C'è"

> Andrea Jakob Schnoeller - Luisa Marnati de Mattei
Il ponte sul guado
Il guado è una corrente d’acqua che normalmente si attraversa a cavallo, in carrozza o a piedi nudi.
Ma la natura, non diversamente dalla vita, passa attraverso molti umori diversi e imprevedibili: improvvisamente il guado diventa un torrente d’acque minacciose e travolgenti.
Costruire un ponte ad arte non è mai di troppo. La consapevolezza è il ponte. Chi lo costruisce è la meditazione.
Chi siamo? Cos’è? Dov’è?

> Anna Carla Possanzini
Un viaggio interiore nella spiritualità del Nuad Thay Yoga Massage

> Paolo Bassi
Giovani e nuovi metodi di comunicazione
Nel panorama giovanile, e non solo, l’orizzonte ha allargato i propri limiti e confini, dando vita ad una incipiente "ansia del comunicare", o forse ad una incapacità di vivere i "vuoti" con se stesso.
Nei pertugi più silenziosi della nostra mente, sotto forma di una sempre crescente necessità di ricorrere a strumenti che permettano di esprimersi, spesso si rifugiano emozioni e sentimenti antichi che parlano di Noi.

   

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