15° Convegno Nazionale - Il trauma: segni, sintomi e strategie d'intervento - 2005
Prima sessione - Chairperson: Luisa Marnati de Mattei
> Sante Bidoli - Isolina Bidoli
Il segno del trauma
Incidenti e traumi: proiezione simbolica nella propria scrittura. La relazione si propone di evidenziare le modificazioni di alcune
caratteristiche grafiche in seguito a esperienze traumatiche vissute in situazioni infantili e pre-adolescenziali.
> Paolo bruni
La società dei traumi
I traumi sono esperienze inaspettate che il soggetto non è in grado di assimilare, esperienze dolorose o sconvolgenti.
La relazione concerne quei traumi che potremmo definire "socialmente corretti", nel senso che non sono riconosciuti come tali, anzi si
determinano deliberatamente le condizioni della loro genesi, nella convinzione di essere nel giusto.
Tra di essi spicca quello che può essere considerato, a mio avviso, come il trauma fondamentale, consistente essenzialmente in
un’esperienza di autonomia emotivo-affettiva precoce del bambino dalla figura materna. E’ un trauma che si va generalizzando e che non si
manifesta apertamente, anzi spesso è invisibile, poiché viene negato o sommerso da razionalizzazioni.
Il trauma fondamentale solitamente non è percepito né dal portatore né dagli altri, quindi non può giungere aiuto. E’ una sorta di
sradicamento primario, nel senso di eliminazione di un elemento fondamentale per la crescita qual è il bisogno di attaccamento affettivo
agli altri, senza il quale non si giunge a una vera maturazione interiore.
La società moderna provoca fratture nella e tra le persone, e tra di esse e l'ambiente, per impossibilità di adattamento ai rapidi
cambiamenti di vita imposti da un progresso travolgente, il quale sottrae terreno alla vita comunitaria per darlo a quella individuale.
Fratture che non si ricompongono e che, per mancanza di continuità tra il prima e il dopo, significano perdita di cose anche molto
importanti.
> Marisa Aloia
La voce dell’emozione
In questa occasione racconterò la storia di un trauma vissuto da un bambino dopo un bruttissimo incidente durante una passeggiata con il
nonno e delle conseguenze che questo trauma ha prodotto nella sua personalità, fino a quando per ironia della sorte il trauma si ripete
puntualmente dopo un anno, e di nuovo lo sconvolgimento della sua vita.
Il trauma ha inciso ovviamente sulle sue produzioni grafiche, fino a far insorgere problemi di disgrazia, di apprendimento e vissuti non
ancora sufficientemente elaborati.
Analisi di scritture e disegni inserite in un quadro anamnestico completo.
Seconda sessione – Chairperson: Paolo Bruni
> Luisa Marnati de Mattei
Il trauma vicario nei soccorritori
Esperienze stressanti gravi, eventi straordinari traumatici ed improvvisi, calamità e sconvolgimenti naturali, catastrofi, possono
causare disturbi psicologici; nel corso di questi ultimi anni è aumentata l’attenzione alle dimensioni psicologiche nelle situazioni di
emergenza-urgenza: una immediata e tempestiva risposta in tali contesti deve essere considerata prioritaria, se si vuole prevenire
l’insorgenza di disturbi psicologici anche invalidanti con particolare riguardo ai soggetti maggiormente a rischio, non ultimi gli stessi
soccorritori.
Viene sottolineata l’importanza dei vissuti emotivi e delle reazioni degli operatori del soccorso che, posti costantemente a confronto
con avvenimenti drammatici possono subire la "traumatizzazione vicaria".
> Marisaalfonsa Fontana Sartorio
Psicologia del soccorso
La relazione riguarda l’effettuazione del Corso pilota di psicologia del soccorso per soccorritori presso il 118 di Milano – Ospedale
Riguarda Ca’ Granda.
Il corso, focalizzato sull’emergenza routinaria dei soccorritori del 118, comprendeva una parte teorica riguardante l’aspetto
neurofisiologico e biopsicologico del trauma.
Sono state affrontate diverse tematiche ed in particolare, basandosi sui risultati di recenti indagini e considerazioni, sono state
analizzate la realtà psicologica della vittima e la conseguente interazione psicologica del soccorritore.
> Giovanna Cavoto
L’amicizia e la solidarietà nell’elaborazione del trauma
La relazione si propone di riportare l’esperienza di superamento di traumi in cui la solidarietà e l’amicizia hanno avuto un ruolo rilevante.
Terza sessione – Chairperson: Giovanna Cavoto
> Laura Maninchedda - Sante Bidoli
Le storie che curano: elaborazione del trauma
La relazione si propone di cogliere, attraverso l’analisi di due casi particolarmente significativi e drammatici, i meccanismi che
operano la trasformazione del vissuto traumatico in immagini e/o narrazioni che in un certo modo lo "mettono in scena" e consentono, se
possibile, di superarlo.
> Rosalba Trevisani
Il grafismo dello scarabocchio e la vita affettiva: maturità e immaturità del bambino
Da una ricerca svolta sullo scarabocchio di un campione di circa 45 bambini della scuola materna, con la tecnica del test di Corman, sono
stati messi in evidenza gli stadi della personalità del bambino attraverso l’esplorazione del mondo psico-istintivo, l’espansione,
l’inibizione, il dinamismo vitale, i conflitti, i traumi come pure gli stati di angoscia, di isolamento, di depressione, di astenia, di
ossessività.
> Anna Dondero - Massimo Redaelli - Silvia Grassi
Strategie di fronte a un trauma che perdura
Il trauma iniziale dell’attacco di panico spesso si cristallizza nell’attesa di traumi ulteriori e si amplifica al verificarsi di nuovi
episodi, diventando così disturbo.
Le grafie di scriventi in cura per il DAP (Disturbo da Attacco di Panico) possono quindi essere studiate in quanto appartenenti a persone
alle prese con un trauma perdurante – ed in particolare potrà essere interessante analizzare le strategie che vengono messe in atto per
fronteggiarlo.
Resistenza, lotta, fuga? Interrogando una trentina di grafie di persone in cura per questo disturbo, possiamo osservare e raccontare
qualche modo di rapportarsi con questo "drago" che le ha ferite ed ancora le minaccia.
> Angelo Vigliotti
Dal trauma… la beatitudine e la malattia
Nella storia di Don Calabria si realizza qualcosa di impensabile. Un trauma iniziale e successivi altri traumi portarono questo ragazzo a
sognare e a librarsi in alto.
Ma le ferite dell’anima portarono un segno alla sua psiche. Malato, continuò la sua strada fino alla fine.
Attraverso la scrittura piace ripercorrere la via virtuosa di questo apostolo e capire il perché di questa fede incrollabile e di questo
abbandono anche nell’angoscia della malattia.
> Giovanni Bassi - Rossana Zamburlin
L’elaborazione del trauma
In questa relazione desideriamo sottolineare l’importanza di creare un contenitore, cioè un rapporto, uno spazio e un tempo, in cui le
persone possano esprimere tutte le emozioni collegate a traumi subiti, cioè esprimere la rabbia, l’angoscia, il lutto per poi essere
elaborati, interpretati, fino alla comprensione e al perdono, in modo tale da poter tornare a rivivere e rinascere.
Quarta sessione – Chairperson: Sante Bidoli
> Rita Negro
Trauma vissuto dalla madre durante la gestazione, trauma nel momento della nascita: sue ripercussioni
nell’individuo e proiezioni nella scrittura o nel disegno
> Roberto Travaglini
L’educazione deviante
Sappiamo quanto determinante sia l'educazione nella formazione della personalità futura (soprattutto nei primi periodi di vita) e che,
come ci indicano autorevoli ricercatori dello stampo di Alice Miller o di Donald W. Winnicott o, ancora, di John Bowlby, un certo agire
educativo (in sé deviante e/o patologico) verso i figli tende a produrre a sua volta le basi di percorsi di vita a rischio di devianza
e/o di patologia.
È una sorta di "catena della sofferenza", come qualcuno l'ha definita.
La domanda che potremmo porci e da cui potrebbe partire il presente intervento suona in questi termini: "Non è che un certo fare
educativo (spesso inconscio) delle principali agenzie educative della società di oggi può considerarsi meno deviante di quanto non
credeva la Miller a proposito delle generazioni di educatori che hanno formato le personalità del mondo nazista, benché attualmente
questo processo tenda a verificarsi con manifestazioni meno visibili o, se vogliamo, più subdole?".
> Alessandra Lumachelli
Il disegno infantile: possibile traccia di abuso subito
Il bambino abusato psicologicamente (ma anche fisicamente e/o sessualmente) lascia traccia del suo trauma nei suoi disegni.
L’abuso subito si riscontra in alcuni colori e figure simboliche, ma soprattutto dal punto di vista grafologico, nel ritmo grafico,
stereotipato, fisso, ripetitivo e senza vita, e nella pressione grafica, troppo debole o eccessivamente forte e contratta.
Con centinaia di esempi di bambini dai 4 ai 10 anni, e un bambino, in particolare, strappato da una realtà paterna aberrante.
> Grazia Reali
Un caso di traumi rimossi ma subiti in età infantile: la scrittura e i disegni esplicativi dell’iter
terapeutico seguito
La relazione parlerà di Sabrina, 31 anni, felicemente sposata, un figlio di 4 anni, ma bulimica e gravemente obesa (101 Kg).
Piccolissima, ha avuto una gravissima congestione mentre la mamma le faceva il bagno e fra gli 8/11 anni ha ripetutamente subito violenze
sessuali da parte del nonno materno.
Ciò è spontaneamente riemerso durante l’ipnosi ma la scrittura e i disegni sono stati di valido aiuto durante l’iter terapeutico.
Quinta sessione – Chairperson: Laura Maninchedda
> Gabriele Pelosi
Significati simbolici dell’albero e del bosco, con riferimenti al trauma psichico come appare nel
disegno dell’albero
Interpretazione psicologico-analitica della vicenda di Polidoro (canto III dell’Eneide, con riferimenti al motivo del mirteto in Ovidio e
nell’Ariosto).
Analisi del bosco dei suicidi (piante ed arpie) in Dante: significati allegorici e simbolici.
Autori di riferimento: Jung, Hillman, Carotenuto.
> Roberto Travaglini - Nicole Ciccolo
L’Edipo nella scrittura
A partire dalla teoria bioenergetica di Alexander Lowen, si analizzeranno i segni grafici delle problematiche edipiche non risolte che
maggiormente caratterizzano le scritture di adulti (nello specifico, si isoleranno le tendenze isteriche e fallico-narcisistiche),
avvalendosi, in simultanea, della metodologia grafologica morettiana e di quella francese.
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